Perché non trascurare una semplice gengivite

Da: | Argomenti: , , , | 20 Febbraio 2018

Le gengive sane hanno un colorito rosa e una consistenza duro-elastica, non sanguinano allo spazzolamento e formano archi regolari intorno ai denti. Al contrario, in presenza di frequenti sintomi come alito cattivo, sanguinamento delle gengive allo spazzolamento (o per altri stimoli modesti come la masticazione di cibi duri), strano sapore in bocca e cambiamento di colore (rossore), consistenza (molle) o forma (gonfiore) delle gengive si può pensare ad una GENGIVITE, processo infiammatorio che colpisce le gengive e che, se trascurato, può portare ad una crescente infezione, fino a parlare di paradontite, piorrea, parodontosi.

Se individuata e curata fin dall’inizio la gengivite è una condizione perfettamente reversibile. Tuttavia, se il paziente la trascura, il processo infiammatorio si evolve lentamente in paradontite; la gengiva di conseguenza, si retrae, allontananondosi dal dente e formando le cosiddette tasche parodontali, dove si accumula la placca. L’aumento di questi depositi particolarmente duri, congiuntamente all’attività batterica, determinano un processo irritativo caratterizzato da sintomi di vario genere, come gonfiore e infiammazione delle gengive stesse.

Una semplice gengivite trascurata può minare lentamente la salute dei denti, indebolendoli fino al punto di farli cadere. Talvolta questo fenomeno avviene in maniera asintomatica, tanto che la malattia paradontale può progredire e aggravarsi senza quasi accorgersene.

I fattori di rischio ed aggravanti, per la gengivite, sono sicuramente:
. il fumo (per le sostanze tossiche in esso contenute)
. la gravidanza e la pubertà (i forti sbalzi ormonali favoriscono l’insorgenza di gengivite)
. il diabete
. la predisposizione genetica
. lo stress in genere
. tutte le altre condizioni che portano ad un indebolimento delle difese immunitarie, favorendo l’azione batterica.
. Anche alcuni farmaci, come gli anti-ipertensivi, i cortisonici, le terapie ormonali – inclusa la pillola anticoncezionale – gli antidepressivi, possono aumentare il volume delle gengive, quindi influire negativamente sulla salute orale.
. Talvolta, invece, la responsabilità può essere del dentista e dei suoi interventi di restauro malriusciti o peggiorati dal tempo.

Come si cura la gengivite

Il primo trattamento, utilissimo anche a scopo preventivo, è quindi basato sulle comuni pratiche di igiene orale, con spazzolino da denti e filo interdentale. Allo stesso modo andranno eliminati o corretti i principali fattori di rischio, con particolare attenzione al fumo. Il dentista, inizialmente interviene eliminando i depositi di tartaro dalle superfici dentali e radicolari e correggendo altri fattori irritanti (carie, restauri debordanti).
Spesso, queste norme risultano più che sufficienti per risolvere positivamente la gengivite, con completa guarigione dei tessuti senza alcun danno residuo. Da non sottovalutare, inoltre, l’importanza dell’alimentazione, dal momento che mancanza di vitamine o calcio possono aggravare il problema.

Grazie ad una prima visita di controllo senza impegno è possibile individuare con tempestività i primi segnali di gengivite.